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- MA COSA VOGLIONO DAVVERO LE DONNE, COME RENDERLE FELICI?

"Bella...
La parola bella è nata insieme a lei"
(Quasimodo, atto primo
dell'opera "Notre Dame de Paris")

Se ti stai ponendo questa domanda, o sei una donna e, come tante, vivi in uno stato di insoddisfazione latente e nemmeno tu sai se puoi ancora essere felice, oppure sei un uomo e, come tanti, non riesci proprio a capire l'universo femminile e ti sembra che qualsiasi cosa tu faccia per rendere felice la tua donna, sia sempre insufficiente.
Nel primo caso, questo articolo può far riemergere la tua consapevolezza e rifocalizzare le tue esigente primordiali. Invece, se sei un uomo, molto probabilmente troverai tutto ciò assolutamente non comprensibile, forse infantile e sciocco e, quasi certamente, non facile da attuare...

Quello che una donna vuole ed abbisogna totalmente, a qualsiasi età ed in ogni cultura, è naturale, ma tutt'altro che banale, è essere donna, ovvero essere FEMMINILE.
Beh, scoperta l'acqua calda!
Eppure quanti sanno dire cosa significhi essere "donna" e quali sono i bisogni fondamentali che una donna, anche fisiologicamente e filogeneticamente ha?
Essere donna significa assecondare la propria natura, che vuole il corpo della donna strutturato ad accogliere l'uomo e la maternità. Mentre l'uomo è strutturato per la caccia, il corpo della donna, ha il dono dell'attesa e della stazionarietà. Da sempre, il ruolo della donna è poliedrico, compagna, mamma ed amica, ed innumerevoli sono i suoi compiti, tra cui il sostegno emotivo e la cura di se stessa, dei figli e dell'habitat.

Le donne, tutt'oggi, benché lavorino e spesso siano coadiuvate dagli uomini, sono naturalmente deputate alla cura della casa e della prole, della quale si occupano in modo totale e solipsistico per nove mesi.
Un tempo, le donne vivevano le loro attese, nella comunità, supportate psicologicamente e materialmente dalle altre donne ed il loro reciproco sostegno emotivo, le loro chiacchiere, contribuivano ad accrescere il livello di ossitocina, l'ormone del benessere femminile, naturalmente prodotto durante tutte le attività di cura e belletto del corpo e del proprio ambiente, ovvero nelle attività creative, nonché in tutte quelle tenerezze tipiche dell'intimità emotiva.
In vero, conseguentemente alle sue attività di cura e di accoglienza, la donna, aveva ed ha tutt'oggi il normalissimo bisogno di essere FEMMINILE e di sentirsi BELLA, AMATA e SPECIALE, per tutto quello che fa. E' questo che le da la motivazione per costruire una famiglia ed accudire la prole.
Inoltre, conseguentemente alle sue caratteristiche fisiche ed alla stazionarietà dovuta alla cura dell'habitat e della prole, la donna aveva ed ha un innato bisogno di PROTEZIONE, che appagava col sostegno delle altre donne. Ella, infatti, in caso di emergenza è più debole di un maschio, soprattutto se ha un figlio o sta allattando, ed è per questo che il soccorso immediato delle altre donne, può fugare un aventuale predatore. Un soccorso e sostegno fondamentali, anche nella vita quotidiana, in cui il lavoro di squadra snellisce ed alleggerisce le incombenze quotidine.


In sintesi, le donne sono fisiologicamente e geneticamente destinate alla bellezza, alla cura, alla maternità, alla creatività, a parlare ed hanno bisogno di sentirsi FEMMINILI/DONNE, di sentirsi BELLE, AMATE e PROTETTE....
Tutte queste attività e l'appagamento di questi tre bisogni fondamentali, favoriscono nella donna la produzione dell'ossitocina, inducendo uno stato di benessere ed appagamento. Quando l'ossitocina è presente in maggiore quantità, la donna si sente più attraente, più dinamica, più flessibile, più felice, più amorevole e prova maggiore attrazione per l'uomo.
Ovviamente, se l'ormone del benessere femminile è carente, la donna è infelice e tutt'altro che accogliente...
In altri termini, quei bisogni ritenuti schiocchi come quello di parlare, la femminilità, le coccole, i baci, le paroline dolci, per una donna, sono un mero bisogno fisiologico, alla stessa stregua di quello di fare l'amore, per un uomo.
Bene, allora, all'uomo basta far sentire bella, amata e protetta la donna e garantirle tutte quelle attività di cura, bellezza, comunicazione, lavoro di squadra, maternità e contatto, per renderla felice?

Certo! Ovvio! No, tutt'altro!
Ben sanno gli uomini quanti sforzi vani facciano a tal fine, per concludere spesso: "Qualsiasi cosa io faccia, non ti va mai bene!". E come abbiamo visto, se la donna non trova appagamento dei suoi più istintivi bisogni, non è felice e se lei non è felice, si alimenta la più grande paura dell'uomo: non essere all'altezza...

L'uomo, può innalzare il livello di ossitocina della donna e quindi renderla felice, facendola sentire amata e speciale, come lei desidera, ma non può renderla totalmente appagata, perché la donna ha bisogno delle altre donne. Ella ha bisogno di una rete di relazioni tali da supportarla in caso e di stress e l'uomo non può supplirvi, perché questa esigenza si estrinseca nell'atto di parlare, comunicare, confidarsi per il solo scopo di sfogarsi, e non di avere una soluzione, come invece farebbe un uomo.
Se una donna non ha occasioni di stare con altre donne, se non parla o ha smesso di farlo, se si trascura, se è sbilanciata verso il maschile, se non è madre, se non ha hobby creativi, se non riceve complimenti, se non si sente dire quanto è amata, se non viene baciata, è inevitabilmente sotto stress e la sua frustrazione ed infelicità sono direttamente proporzionali alla quantità delle cose che le mancano.
Ma non è facile, per un uomo, capire una donna, e ciò di cui lei ha più bisogno è proprio quello che LUI NON RIESCE e talvolta NON VUOLE DARLE....
Gli uomini danno per scontato che basti il sostegno economico o un regalo, per renderle
felici. Pensano che averle scelte come compagne sia la più grande manifestazione d'amore.
Un tempo, alla donna questo bastava, per sentirsi amata e protetta, ma oggi le cose sono cambiate. Anche la donna lavora, ha molte più cose da fare, è sempre più sola e lontana dal sostegno affettivo delle altre donne e le manca spesso il tempo per tutte quelle attività di
creatività o di femminilità, che l'appagherebbero.
Oggi, le donne hanno bisogno dagli uomini di contatto e sostegno emotivo.

Le donne, contrariamente a quanto gli uomini pensano, hanno bisogno di cose molto semplici, purché ripetute e quotidiane, che le facciano sentire BELLE, AMATE e PROTETTE, come abbracci, baci, complimenti sul loro aspetto, parole dolci, comunicazione, ascolto e comprensione, gesti di galanteria e di aiuto.
Tutte cose spesso incomprensibili agli uomini, efficaci e forti animali da caccia e battaglia, cose sciocche ed infantili, inutili smancerie...
Se solo sapessero gli uomini, con quanta semplicità e minimo sforzo potrebbero garantire
la felicità della propria donna!

John Gray, nella serie "Gli uomini vengono da Marte, le donneda Venere", racconta come, con un semplice abbraccio, il rapporto ormai logoro con sua moglie, sia cambiato radicalmente, riportando quell'intesa che svaniva nella nebbia della crisi di coppia.

Solitamente, tanto l'uomo, quanto la donna, danno all'altro ciò di cui loro stessi hanno bisogno e non solo questo è assultamente lontano dalle mere necessità del partner, ma solitamente tende a creare un senso maggiore di frustrazione e infelicità.
Il segreto quindi, per rendere felice il proprio partner, è smettere di leggergli nel pensiero, di dare per scontati certi bisogni e di dare quanto non richiesto, ma apprendere ad ASCOLTARE.
Con "365 giorni per non farsi mollare... 52 settimane per conoscersi, rispettarsi ed amarsi", proprio a fronte della nostra naturale incapacità a capire l'altro, così diverso da noi, ci viene suggerito esplicitamente, giorno per giorno, anche a fatica e spesso "senza capire perché" come rendere felice l'altro.
Molto spesso non è facile capire ed accettare un suggerimento ed altre volte sembra assurdo dover fare qualcosa che proprio non ci verrebbe in mente di fare e ancor meno fare qualcosa di "non spontaneo". Il motivo, per cui invece dobbiamo impegnarci e farlo, è proprio questo: NON CAPIRE!

Se non capiamo è proprio perché siamo diversi.
Accettiamolo e godiamoci i frutti meravigliosi che traiamo dal rendere felice chi amiamo.

- COME RENDERE FELICE UN UOMO

Un consiglio al giorno,
toglie la crisi di torno...

Come rendere felice un uomo, se tutto ciò che facciamo per loro sembra allontanarli ancora di più e spesso, proprio quando noi abbiamo più bisogno della loro vicinanza?
John Gray, in "Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere e sono tutti sotto stress", ci rivela, che la fonte della gran parte dei problemi di coppia, per l'uomo è proprio ciò che la donna gli da, mentre per la donna è ciò che l'uomo non le da...
Di fatto, la donna tende a dare all'uomo, ciò che l'appaga lei, senza sapere che, la gran parte delle volte, è esattamente l'opposto di ciò di cui lui ha bisogno e che, addirittura, può causargli frustrazione, demotivazione, malessere e scatenare crisi di coppia.
Allora, come comprendere cosa sia meglio per l'altro e darglielo, quotidianamente, se nessuno ce lo ha insegnato?
Come superare la nostra naturale indole ad essere empatiche ed a dare tanto, spesso "troppo" e di solito anche quando "non richiesto"?
E, se tra il dire ed il fare c'è di mezzo il mare, come facciamo a far bene, ogni giorno, evitando gli atteggiamenti molesti ed attivando, invece, quelli che, seppur non naturali, possono favorire la felicità coniugale?
Libri e seminari, possono aiutarci a capire un universo diverso dal nostro, ma un almanacco quotidiano di uomini e donne, un calendario dell'amore, per quanto spesso incomprensibile ai nostri schemi, oltre ad educarci pian piano a questi mondi diversi dal nostro, ci da quel consiglio quotidiano, quel promemoria, quella pillola di saggezza, che può aiutarci a mantenere un alto livello di appagamento e felicità reciproci, dissipando le ombre delle crisi di coppia.

Il bisogno primario di un uomo è sentirsi apprezzato per quello che fa e percepire la fiducia della propria donna.
Gli uomini traggono motivazione ed appagamento, dal sentirsi necessari.
Sebbene anch'essi hanno bisogno d'essere amati, il loro più grande bisogno è darne.
La loro più grande paura è di non essere abbastanza bravi, quindi, bisogna motivarli, sostenerli e ringraziarli, di continuo.
Gli uomini danno molta importanza all'efficienza ed ai risultati. Raggiungere gli obiettivi è molto importante per loro, ma devono raggiungerli da soli, altrimenti viene minato il loro orgoglio ed aumenta la loro frustrazione ed il loro stress.
L'uomo non chiede consigli, se non ne ha bisogno, e non ne offre. Un consiglio, per loro, è una grande offesa; è come sentirsi dire “Tu non sei capace!”
L'errore più grave delle donne è: dare consigli o rimproverare!
Questo atteggiamento può essere molto frustrante per un uomo e può alimentare un'aggressività via via più significativa.....

Gli uomini vogliono al proprio fianco delle femmine, non delle mamme o delle maestrine!
La cosa più frustrante e stressante per loro è proprio essere trattati come bambini o come imbecilli!
Di converso, la cosa più appagante, per loro, è avere al proprio fianco delle donne e che esse sappiano farli sentire virili!

La modalità con cui l'uomo arriva alle soluzioni sono il relax, il silenzio, la solitudine e la distrazione!
L'errore più banale delle donne è: voler far parlare gli uomini. Così facendo, oltre che stressarli ulteriormente, inibiscono il loro bisogno di introspezione e la loro capacità di risolvere i problemi o, semplicemente di rilassarsi.
Almeno una volta a settimana, bisogna rilassarsi e far nulla. Gli uomini ne hanno istintivo bisogno e le donne, ne sono quasi completamente incapaci e, proprio per questo, devono imparare a farlo, ripristinando il giusto livello di rilassatezza e la capacità di ricevere.
Periodicamente l'uomo ha bisogno di allontanarsi, per poi tornare con molto più amore. Questo non ha nulla a che fare con l'amore, che prova per la donna; è' solo una sua necessità. Le donne non devono impedirlo.

Cosa, dunque, riduce lo stress degli uomini, rendendoli più amorevoli e disponibili verso le donne?
L'essere virili!
Centrare obiettivi, vivere d'adrenalina, avere una donna da rendere felice!
L'errore più ingenuo delle donne è: dare troppo! Questo atteggiamento, che deriva spesso da una grande insicurezza, o da un'indole sin troppo generosa e protettrice, porta ad una sempre più profonda insoddisfazione ed esasperazione della donna stessa e, nel contempo, inibisce, nell'uomo, la sua motivazione innata a “dare” e sentirsi appagato, per essere in grado di rendere felice la sua donna.

Per star bene in un rapporto di coppia, l'uomo deve sapere di poter soddisfare le esigenze della partner. Quando lei gli dimostra fiducia, consenso e apprezzamento, non solo ne arricchisce lo spirito ma contrasta gli effetti dello stress, contribuendo a mantenere un livello adeguato di testosterone nel suo organismo. Più un uomo si sente capace e sa di avere successo nel rapporto, più il livello dell'ormone si manterrà a livelli adeguati. Se invece ha la sensazione di essere inetto, energia e interesse calano, di pari passo con la quantità dell'ormone, fatto che compromette non solo il desiderio sessuale ma anche l'umore. L'uomo diventa cupo, scontroso, irritabile o passivo a tutto discapito della donna e del rapporto stesso.

Se l'uomo si sente tale, se si sente appagato, diviene automaticamente più disponibile ed amorevole verso la donna, rendendola di fatto più felice e meno oppressiva verso l'uomo.

- IL CALENDARIO DELL'AMORE

Perché gli uomini e le donne,
non sono corredati da istruzioni dettagliate per l'uso?

A nostre spese abbiamo ormai compreso che uomini e donne sono diversi e diverse sono le reciproce esigenze. Il guru della coppia, John Gray, nella serie "Gli uomini vengono da Marte, le onne da Venere", ne parla diffusamente, ma tra il dire ed il fare, c'è di mezzo il mare; il mare delle emozioni, degli istinti e dei bisogni, il mare dell'amore.... Quell'amore che più è intenso e più ci fa sbagliare, perché accresce il nostro bisogno di essere amati e ci porta a dare all'altro ciò che invece vorremmo per noi e che, solitamente, non è ciò che l'altro vuole..
E' difficile capire cosa sia meglio per l'altro e dargli esattamente ciò di cui ha bisogno, se nessuno ce lo insegna e ce lo ripete in continuazione.
Un planning settimanale, benché spesso incomprensibile, perchè lontano dai nostri schemi ed opposto alle nostre convinzioni, ci educa concretamente alle differenze tra uomo e donna ed a rispettare il proprio partner, rendendolo felice.
Un calendario dell'amore, una guida quotidiana sulle cose da fare e da non fare, "365 giorni per non farsi mollare, 52 settimane per conoscersi, rispettarsi ed amarsi", che ci spiana la strada ad un rapporto duraturo e felice, tenendo lontane le ombre delle crisi di coppia.

Almeno una volta a settimana, bisogna liberarsi dallo stress, le donne con altre donne, e gli uomini con altri uomini...
Almeno una volta a settimana, bisogna ridere.
Almeno una volta a settimana, bisognerebbe stare con amici comuni.
Almeno una volta a settimana, l'uomo deve poter fare qualcosa per la donna. Perché, per un uomo, è fondamentale sapere di poter fare qualcosa che, di certo renderà felice la propria donna.
Almeno una volta a settimana, bisogna rilassarsi completamente e far nulla.
Almeno una volta a settimana, bisogna condividere un interesse comune.
Talvolta, l'uomo ha bisogno di allontanarsi, per poi tornare con molto più amore.
Tutti i giorni, la donna ha bisogno di piccoli gesti d'amore, per essere felice ed accogliente...
Tutti i giorni bisogna ringraziare e mostrare tutta la felicità per un gesto o uno sforzo fatto.
Non litigare maiI! Discussioni rispettose, comunicazione e negoziazione, ma non litigi furiosi o accuse infondate. Quando accade, la collera la fa da padrone e la vista si annebbia, come i sentimenti.

Lunedì è il giorno della luna, che ci illumina nelle notti più buie, esso servirà per far chiarezza sui nostri bisogni, in modo tale che tutta la settimana ne tragga beneficio....
Martedì è il giorno di Marte, dio dell'azione. In questo giorno concentreremo le azioni atte a rendere felice l'altro. Spesso non capiremo, perché fare certe cose. Non importa. Impegnamoci, proprio perché non capiamo. Impegnamoci, perché amiamo....
Mercoledì, il giorno di Mercurio, rappresenta la potenziale integrazione di spirito, anima e materia. Utilizzeremo questo giorno e la sua ponderatezza, per rifocalizzare l'amore per l'altro...
Giovedì è il giorno del Dio dell'Olimpo, Giove. Il suo corrispondente in tedesco è Thor, che significa dio del tuono. E' in questo giorno di maggior stress, che metteremo a punto tutte le strategie per evitare che la furia di Giove si scateni in fulmini e saette!
Venerdì, giorno di Venere, sarà il giorno in cui la donna, come nella fase di corteggiamento, favorirà la sua femminilità' e la sua capacità di seduzione verso l'uomo, facendolo sentire a suo agio nel suo ruolo di predatore.
Saturno, dio del sabato e della semina, in astrologia, simbolizza le necessità alle quali nessuno si può sottrarre. In questo giorno sarà favorita la virilità' dell'uomo, che appagata, favorirà il desiderio della donna di essere amata e protetta...
Domenica è il giorno del sole, simbolo di calore, di vita e di energia. In questo giorno ci rilasseremo e ricaricheremo le energie. In questo giorno, si farà una cosa che piaccia ad entrambi, da soli, senza figli o amici o parenti.

Il calendario dell'amore, ogni giorno, riporta l'attenzione su una sola di queste piccole cose, facendole entrare nel modus operandi della coppia felice.
Lo ORDINI online a soli 6.99€, lo STAMPI, lo INIZI dalla data che vuoi tu, segni tu i giorni e quotidianamente hai il promemoria di un piccolo gesto, per un amore che sia per sempre...
Quello che avresti sempre voluto sapere...
Quello che non hai mai avuto la forza di dire...
Quello che non penseresti mai di dovere fare o evitare, è proprio quello che può salvare il tuo rapporto e RENDERTI FELICE.

- ERRORI IN AMORE, 2a: "Donne poco donne, uomini poco uomini. Testosterone ed ossitocina."

"La base delle psiche maschia è: essere forte, abile e coraggioso,
per ottenere la stima delle donne e l’appartenenza al loro cerchio.
L’accoglienza.
Essere accolto.
Questo è il parametro essenziale.
Il totem racchiuso nell’idea di penetrare..."
(Jacopo Fò)

La gran parte degli errori in amore, origina dall'alterazione dei ruoli istintivi di maschi e femmine e dalla conseguente frustrazione dei loro bisogni innati, che sono soprattutto biologici.
Gli esseri umani, sono esseri viventi dotati di due sessi differenti e complementari e la loro funzione è quella di riprodursi. Per questo motivo, all'interno del cervello, nella parte più arcaica, quella cosidetta "rettiliana", ovvero delle strutture limbiche, si generano sentimenti di desiderio, piacere o frustrazione. La natura ha dunque reso piacevole, ciò che è indispensabile: la passione sessuale, una questione di vita o di morte, come la fame e la sete....
Ma il cucciolo umano ha bisogno, contrariamente agli altri cuccioli, di molti anni per essere indipendente, per questo nell'homo sapiens sapiens si è sviluppata, sovrastante le strutture limbiche, la neocorteccia, capace di creare legami a lungo termine e nuove sfumature alla vita emotiva.


La differenza dei ruoli uomo-donna, la base della felicità personale e di coppia.
L'impulso sessuale origina ed è alimentato dalla differenziazione tra i sessi, ovvero tra uomo e donna.
Una differenza che si intesse a vari livelli, dapprima biologici e poi comportamentali.
Il cervello si è evoluto in modo diverso tra uomini e donne, affinché essi potessero provvedere, con ruoli diversi, alla sopravvivenza "della famiglia".

Gli uomini dovevano percorrere lunghe distanze, andare a caccia, stare in silenzio per catturare la preda.
Per questo, ancora oggi, il corpo dell'uomo è strutturato con più muscoli, è più scattante, ma meno resistente, rispetto alle donne e resta sua abilità, nonché bisogno, quello di cacciare, rincorrere, scovare e raggiungere un obiettivo. Istinto insito anche nella sua morfologia genitale, atta a penetrare. Tutte queste attività, favoriscono, nell'uomo la produzione di testosterone, che gli dà benessere, solo se presente a livello adeguato. Quando il suo livello è normale, l'uomo è pieno di entusiasmo e si dimostra più premuroso e attratto dalla donna. La sua carenza o eccessività, provoca invece depressione o stress e comunque malessere.

Le donne raccoglievano il cibo nei territori in cui soggiornavano e si occupavano dei figli. Esse formavano forti legami affettivi con le altre donne, dal cui sostegno dipendevano quando gli uomini erano lontani.
Da sempre, il loro ruolo è stato poliedrico, compagne, mamme, amiche, ed innumerevoli sono i loro compiti, tra cui il sostegno emotivo e la cura di se stesse e del loro habitat. Anche nella donna questo retaggio ancestrale è insito nella sua morfologia genitale, atta ad accogliere.
Per questo, ed anche per la funzione della maternità, le donne accumulavano più grasso, nel corpo, ed erano più resistenti. Tutte le attività correlate alla cura, alla pulizia, al contatto, alla comunicazione, alla bellezza, al lavoro di squadra ed alla maternità, provocano, nella donna, il rilascio di ossitocina, l'ormone del benessere femminile e quando esso è presente in quantità maggiore, la donna si sente più dinamica, più felice, più flessibile, più amorevole e prova maggiore attrazione per il partner.


Conseguenze negative dell'inversione dei ruoli, nella coppia
Se, all'inizio di una relazione l'uomo è motivato dalla sfida di conquistare l'affetto di una donna, automaticamente la produzione di testosterone gli conferisce un senso di forza e benessere.
Se la donna, gli "ruba" il ruolo, privandolo del gusto della caccia e della conquista, facendo lei stessa il primo passo o peggio, corteggiandolo, egli ne subisce le conseguenze sia a livello emotivo, che biologico.
Innanzitutto, se l'uomo non ha un obiettivo e non si sente motivato a raggiungerlo, non produce testosterone e questo, non solo non gli da appagamento ma, gli inibisce una reale attrazione per la donna, con la quale può anche finire col creare una relazione, ma solo per dinamiche patologiche, che affronteremo in seguito, in altri post.
Emotivamente, egli riceve da una donna troppo aggressiva il messaggio implicito "tu non sei capace di conquistarti una donna, non mi degni d'attenzione, ti faccio vedere io...!", non si sente rispettato nel suo ruolo e non sentendosi apprezzato, non ha motivo per conquistare una donna, che non gli fornisce le basi del suo benessere (il testosterone) ed i presupposti per una relazione futura, basati, per l'appunto, sull'appagamento, sulla soddisfazione e sulla sicurezza, che quella donna resterà con lui...
Senza il rituale del corteggiamento e della seduzione, l'uomo non ha possibilità di manifestare le sue abilità e competenze e non darà alla donna motivo per stimarlo, cosa che, in seguito, distruggerà il rapporto, creando non pochi problemi di coppia.
Inoltre, se un uomo non farà nulla per conquistare una donna, non farà nulla per tenerla e, spinto anche dalla carenza di testosterone, non sarà in grado di dare alla donna, l'attenzione, la protezione e l'amore di cui lei ha bisogno...
Per star bene in un rapporto di coppia, l'uomo deve sapere di poter soddisfare le esigenze della partner. E' infatti assolutamente erronea l'idea, delle donne. che gli uomini siano egoisti. Il loro bisogno primario è proprio quello di soddisfare la propria donna e di essere apprezzati per questo, ma per poterlo fare, hanno bisogno, sin dall'inizio del rapporto, di sapere di poterlo fare e di avere la fiducia della donna.
Quando lei gli dimostra fiducia, consenso e apprezzamento, non solo ne arricchisce lo spirito ma contrasta gli effetti dello stress, contribuendo a mantenere un livello adeguato di testosterone nel suo organismo.
Più un uomo si sente capace e sa di avere successo nel rapporto, più il livello dell'ormone si manterrà a livelli adeguati.
Se invece ha la sensazione di essere inetto, energia e interesse calano, di pari passo con la quantità dell'ormone, fatto che compromette non solo il desiderio sessuale ma anche l'umore.
L'uomo diventa cupo, scontroso, irritabile o passivo.

Se il bisogno primario dell'uomo è dunque quello di sentirsi apprezzato e stimato, la donna ha bisogno di sentirsi amata, di sentirsi speciale, sicura e protetta.
Quando questo bisogno non è appagato ed in situazioni di trascuratezza e di abbandono, o quando la donna subisce una perdita o si separa o si sente sola, ignorata, rifiutata, disarmata e insignificante, il livello di ossitocina scende drasticamente.
La donna ha bisogno dell'ossitocina per rilassarsi e quando è sotto stress, automaticamente, cerca intimità ed ha bisogno di parlare, sfogarsi e di ricevere più complimenti, attenzioni, affetto e abbracci .
Nella donna, l'ossitocina stimola il comportamento amorevole e materno e induce l'eccitazione sessuale. E' per questo motivo, come già visto nel post "Ad ogni sesso, il suo sesso...", che la donna, prima di provare desiderio sessuale verso un uomo, ha bisogno di creare un legame ed un contatto via via più intimo, con lo stesso.
Partecipare ad attività che stimolano la produzione di testosterone può ridurre il tasso di ossitocina nella donna. Una quantità eccessiva di testosterone, interferisce con la capacità della donna di fare sesso, in modo soddisfacente.
Se sin dalle fasi iniziali di un rapporto, la donna ha atteggiamenti maschili, molto probabilmente ha un livello di testosterone e di aggressività più alti che di certo non fanno bene al rapporto di coppia. Inoltre, come già visto, questo atteggiamento, purtroppo sempre più emergente e di cui parleremo dettagliatamente nel prossimo post, oltre ad inibire i bisogni maschili, le dimuniscono la propensione al legame e la sua capacità di benessere ed appagamento sessuale.
L'insoddisfazione derivante dalla carenza ormonale, si sommerà a quella per non essere mai stata corteggiata, cercata e conquistata. Questa frustrazione diverrà sempre più dilagante e deleteria e come un serpente che si morde la coda, indurrà ulteriore frustrazione, Nell'uomo che, già demotivato in partenza, non vedendola soddisfatta, non avrà lo stimolo per darle ciò di cui lei ha bisogno.
Mantenere la femminilità e la cura di se stesse, anche dopo le fasi iniziali del rapporto, consente alla donna, di avere un giusto livello di ossitocina, che le permette di essere meno stressata e petulante e nel contempo più fiduciosa, accogliente ed amorevole verso l'uomo, che sarà di consegueza motivato a renderla ancora più felice. Si innesca, così, un sistema di soddisfazione reciproco a cascata, che fa molto bene al rapporto.
Purtroppo, questo non è sempre facile, perché l'aumento dello stress odierno, induce inevitabilmente le donne e gli uomini tendono ad avere atteggiamenti frustranti per l'altro sesso. Per questo, all'interno del calendario dell'amore, ogni giorno, in un planning settimanale personalizzabile, si riporta l'attenzione dell'uomo e della donna ai comportamenti da evitare ed a quelli che, invece, riportano la serenità e l'appagamento reciproco nella coppia.

Facciamo attenzione a chi "scegliamo" al nostro fianco, perché se il suo comportamento risulta poco virile o, di converso, poco femminile, finirà col farci male, e se certe attitudini non compaiono sin dall'inizio, andranno sicuramente a peggiorare....

- IO PROPRIO NON TI CAPISCO!

Non sò più cosa fare!
Ti lamenti sempre!
Non ti va mai bene niente!
Tu proprio non mi capisci!
Non mi ascolti mai!
Sei un egoista!


Quante volte abbiamo sentito o pronunciato queste frasi? Quante le abbiamo temute? Quante volte abbiamo desiderato una sfera magica per capire? Quante volte abbiamo desiderato che qualcuno, ci avesse insegnato i segreti per mantenere vivo l'amore e non rischiare crisi di coppia? Quante volte abbiamo desiderato un promemoria quotidiano, come l'oroscopo o l'almanacco di "frate indovino", che ci regalasse il consiglio del giorno e ci svelasse il mistero delle fasi "lunari" degli uomini e delle donne?

A nostre spese abbiamo ormai compreso che uomini e donne sono diversi e diverse sono le reciproce esigenze e le rispettive tempistiche. Il guru della coppia, John Gray, nella serie "Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere", ne parla diffusamente, ma tra il dire ed il fare, c'è di mezzo il mare; il mare delle emozioni, degli istinti e dei bisogni, il mare dell'amore....
Ingenuamente, si pensa che basti l'amore, per essere felici, ma non è così, perché uomini e donne sono diversi e la gran parte dei problemi di coppia nasce dalla frustrazione dei loro bisogni fondamentali.
Inoltre, paradossalmente, quanto più amiamo, più rischiamo di sbagliare, perché è più grande il bisogno d'amore e più forti sono le emozioni e le possibili frustrazioni.
Quando amiamo, tutti noi diamo il massimo di noi stessi, ma lo facciamo secondo il nostro stile, i nostri schemi ed i nostri bisogni, dando per scontato che l'altro sia come noi, ma non è così. Gli uomini e le donne sono diversi.
Non è facile, per un uomo, capire una donna, e ciò di cui lei ha più bisogno è proprio quello che LUI NON RIESCE a darle....
Non è facile, per una donna, capire un uomo, e ciò di cui lui ha più bisogno è proprio quello che LEI NON RIESCE a dargli.....
E' difficile comprendere cosa sia meglio per l'altro e dargli esattamente ciò di cui ha bisogno, se nessuno ce lo ha insegnato e non ce lo ripete in continuazione. E' difficile capire i bisogni, se non siamo in grado di comunicarceli in modo efficace.
Libri, seminari e riflessioni, possono aiutarci a capire un mondo diverso dal nostro e un planning settimanale, una guida quotidiana, per quanto spesso incomprensibile ai nostri schemi, può avvicinarci ed abituarci pian piano a questi modi di pensare diversi dai nostri. Con "365 giorni per non farsi mollare... 52 settimane per conoscersi, rispettarsi ed amarsi", ci si abitua a capire ed a rispettare l'altro, spianando la strada ad un rapporto duraturo e felice e tenendo lontane le ombre delle crisi di coppia.
Molto spesso è difficile capire ed accettare un suggerimento ed altre volte sembra assurdo dover fare qualcosa che proprio non ci verrebbe in mente di fare. Il motivo, per cui invece dobbiamo impegnarci e farlo, è proprio questo: NON CAPIRE!
Se non capiamo è proprio perché siamo diversi. Accettiamo il suggerimento e godiamoci i frutti meravigliosi che traiamo dal rendere felice chi amiamo.

Il planner, come un almanacco settimanale, distribuisce tra i giorni, le cose migliori da fare e non fare, nel rispetto delle giuste tempistiche.
Le statistiche dicono che la gran parte delle discussioni, tra coppie, avviene tra il mercoledì ed il giovedì, quando cioè lo stress è al suo apice, i bisogni sono più pressanti, la frustrazione è più dilagante ed i problemi di coppia, divengono incalzanti.
E' in questi due giorni, quindi, che è meglio concentrare quelle attività che ci liberano dallo stress, facilitando il rapporto di coppia. Ma uomini e donne hanno modalità diverse di farlo, è pertanto indispensabile che ognuno lo faccia a modo proprio e senza la controparte: gli uomini, con gli uomini e le donne, con le donne.
Inoltre, è proprio in questi giorni, che bisogna ricordarsi di ringraziare e mostrare tutta la felicità, per una qualità, per un gesto o uno sforzo fatto.
Non LITIGARE MAI! Discutere, comunicare, negoziare, ma non litigare. Quando accade, la collera la fa da padrone e la vista si annebbia, come i sentimenti.

Ridere è una straordinaria ginnastica fisica ed emotiva e scatena il rilascio di sostanze che favoriscono il benessere. Bisognerebbe ridere tutti i giorni, ma quantomeno una volta a settimana, insieme, e magari con gli amici....

Almeno una volta a settimana, LUI deve poter fare qualcosa con lei o per lei.
Questa parte lascia perplesse soprattutto le donne, che notoriamente sono sempre troppo propense a dare e, benché se ne lamentino, in realtà hanno spesso difficoltà a "ricevere".... Vi chiederete: “Perché? Perché, lui a lei?” Per due motivi. Il primo è che le donne amano condividere e fare le cose insieme. Agli uomini, invece, questo non interessa. Loro amano più fare certe cose da maschi, da soli o tra maschi... Il secondo motivo è che, per un uomo, è molto importante sapere di poter fare qualcosa che, di certo, renderà felice la propria donna.

Almeno una volta a settimana, bisogna rilassarsi e far nulla. Gli uomini ne hanno istintivo bisogno e le donne, ne sono quasi completamente incapaci e, proprio per questo, devono imparare a farlo, ripristinando il giusto livello di rilassatezza e la capacità di ricevere.

Periodicamente l'uomo ha bisogno di allontanarsi, per poi tornare con molto più amore. Questo non ha nulla a che fare con l'amore, che prova per la donna; è' solo una sua necessità. Le donne non devono impedirlo, ma gli uomini devono rassicurarle sul loro amore nei loro confronti ed il modo migliore, per farlo e renderle più amabili è quello di dedicare loro, tutti i giorni, piccoli gesti d'amore.
In genere, le donne hanno bisogno di cose molto più semplici, di quello che gli uomini pensano, purché siano quotidiane, così come gli uomini hanno delle piccolissime esigenze, troppo spesso violate da attenzioni, non rischieste, da parte delle donne. Il calendario dell'amore, ogni giorno, riporta l'attenzione su una sola di queste piccole cose, facendole entrare nel modus operandi della coppia felice. Lo stampi, lo inizi dalla data che vuoi tu, segni tu i giorni e quotidianamente hai il promemoria di un piccolo gesto, per un amore che sia per sempre...
Quello che avresti sempre voluto sapere... Quello che non hai mai avuto la forza di dire... Quello che non penseresti mai di dovere fare o evitare, è proprio quello che può salvare il tuo rapporto e renderti felice.

- ERRORI IN AMORE: 1° puntata "Ciò che si semina si raccoglie....."

In amore, l'errore più grossolano, che si possa fare, è dare per scontato che essere innamorati o amarsi basti per essere felici.
Innanzitutto, innamorarsi è uno stato, amare è un atto, pertanto sono cose ben diverse.
L'innamoramento fa parte di uno stato iniziale, che può lasciar il posto ad un amore consapevole e duraturo, ma solo se ben selezionato, seminato e coltivato....
Per essere felici, bisogna conoscersi, capirsi e rispettarsi.
Per un amore duraturo è fondamentale il tempo.
Un tempo sufficientemente ampio da consentire il rispetto di tutte le fasi dell'amore.

La gran parte dei problemi di coppia origina sin dalle prime fasi del rapporto ed addirittura sin da prima il rapporto stesso.
Quali sono i momenti in cui si possono buttare le basi di una crisi futura?

Innanzitutto, a conclusione di un rapporto precedente.
E' qui che si gettano le basi per autosabotare i rapporti successivi e reiterare comportamenti ed errori che, inevitabilmente, porteranno a confermare le proprie paure e riproporre delusioni.
Inizia male, chi male finisce.
Le modalità con cui si sono chiusi i rapporti precedenti, sono determinanti nel garantirsi la possibilità di trovare la persona giusta e di aprirsi ad essa.
Quando un rapporto finisce male o c'è stato un tradimento o le aspettative sono state deluse, è probabile nutrire sentimenti di colpevolezza, frustrazione, risentimento o inadeguatezza. Inevitabilmente, in tutti questi casi, attrarremo nella nostra vita le persone che tenderanno a confermare questi sentimenti, a riproporre le stesse situazioni o che ci porteranno, per l'ennesima volta, a rimpiangere di averle incontrate. Ripeteremo questo modello finché non saremo pronti a perdonare il nostro passato e ad aprire di nuovo il cuore.

Di conseguenza a quanto visto prima e parallelamente, l'amore libero non arriverà finchè avremo paura d'amare o di creare un legame. Le cause possono essere diverse, e la maggior parte riconducibile ad una sorta di "meccanismo di difesa" , non amiamo per non soffrire.
Finchè il cuore resta chiuso, attraiamo a noi persone e situazioni sbagliate e non siamo in grado di riconoscere la persona giusta, anche quando è al nostro fianco, privandoci di tutto il bello che può capitarci. Qual'è la cosa peggiore che può capitare riaprendo il cuore? E quella più bella?

La scelta della persona giusta.
Continuando con la metafora dell'arco e del bersaglio, per centrare l'obiettivo, bisogna avere gli occhi ed il cuore aperti, sapere con esattezza qual'è il centro ed avere la consapevolezza di come correggere il tiro, rispetto alle relazioni precedenti.
Per trovare la persona giusta, bisogna esercitarsi molto. Per questo è molto più probabile trovare il partner ideale, dopo un certo percorso di crescita e di evoluzione...
Trovare quella che definiamo la nostra metà, chi ci completa, sembra bello, sembra amore, ma non lo è....! E' una malsana, seppur funzionale, dipendenza, che blocca ogni crescita e libertà personale.
La persona perfetta per noi è quella più affine a noi, con la quale proviamo un profondo senso di libertà e ci porta a crescere ed evolverci continuamente, dal punto di vista fisico, mentale, emotivo e spirituale.

Per riconoscere e conoscere l'anima gemella e consolidare l'amore, è fondamentale il tempo.
A causare tante crisi di coppia e separazioni è proprio il fatto che non vengono rispettati determinati step del rapporto di coppia: il corteggiamento, l'intimità, il fidanzamento ed il matrimonio.
Quei passaggi che sanciscono la transizione tra l'attrazione iniziale, l'innamoramento e l'amore.
Quei tempi che permettono di conoscersi e farsi conoscere, di consolidare la fiducia e costruire quei ricordi su cui appigliarsi, in caso di crisi.
Quei determinanti per la definizione della differenza dei ruoli e per il rispetto dei reciproci bisogni, di uomo e donna.

In un'ultima analisi, ma di certo tra i problemi di coppia più gravi e purtroppo emergenti, c'è la frustrazione dei ruoli maschio/femmina, ovvero la tendenza delle donne ad essere sempre meno donne e degli uomini ad essere sempre meno uomini.
Questi atteggiamenti, oltre a creare subdoli, ma enormi problemi coniugali, causano livelli di stress sempre più alti ed aggressività, che sempre più spesso sfociano in violenza.

Nei prossimi post, approfondiremo ognuno di questi errori.
Iscriviti per seguirli.

- LA DONNA AMA L'UOMO CHE...

Amo l'uomo che accarezza il mio viso.
Colui che mi bacia la fronte.
Colui che mi stringe forte a se e mi dice che sono la cosa più bella della sua vita.
Colui che mi lascia bigliettini in giro e che, con frequenza e piccoli gesti, mi dice quanto sono speciale...
Colui che sa dirmi, quando è arrabbiato, "lasciami sbollentare, parliamo domani, adesso potrei offenderti e tu non lo meriti".
Che, quando ha un problema ed il bisogno di isolarsi, me lo comunica, rassicurandomi sul fatto che io non c'entri nulla.
Che mi difende, davanti agli altri, anche se ho torto.
Che sa sempre comportarsi come un "signore" e risponde al telefono anche quando è arrabbiato con me.
Che ritorna da me, anche se l'ho cacciato, e sa perdonare la mia volubilità, perchè capisce che sono un fiore fragile e facile preda di emozioni forti.
Che che si fa bello per me, perché pensa che io meriti solo il meglio.
Che capisce che il mio più grande bisogno è averlo al fianco e, se gli dico che lavora troppo, è solo perché mi manca.
Che mi chiede come sto e mi fa sfogare, senza considerarlo un affronto personale, ma solo un mio mezzo per stare meglio ed essere più amorevole...
Amo l'uomo che sa farmi sentire la donna più amata al mondo e la più protetta e sicura.



Per consigli pratici alla vita di coppia, per un amore duraturo:
La Guida quotidiana sulle cose da fare e quelle da NON FARE, per evitare crisi di coppia.
Il Calendario dell'amore, un Planner settimanale, stampabile e personalizzabile, a partire da una "data importante".
Un ebook, non da leggere, ma da vivere...

http://www.laboratorioebook.it/ebook-365-giorni-per-non-farsi-mollare/

- L'UOMO AMA LA DONNA CHE...

Amo la donna che ha fiducia in me.
Quella che mi apprezza e non mi vuole cambiare.
Che non mi tratta come un bambino.
Che non mi da consigli.
Che rispetta il mio bisogno di silenzio, la sera, quando rientro.
Che non pretende che parli e mi sfoghi.
Che sa motivarmi e sostenermi.
Che riconosce, dietro il mio allontanamento, il bisogno di risolvere un problema.
Amo la donna che mi ringrazia per quello che faccio e le do.
Amo la donna che non mi rimprovera.
Colei che mi riaccoglie a braccia aperte, dopo che mi sono allontanato.
Che mi accoglie con un sorriso infinito e mi butta le braccia al collo, quando rientro la sera.
Che non si lamenta sempre.
Quella che sa chiedermi, con semplicità, ciò di cui abbisogna o che la rende felice.
Amo la donna, che non manca di ringraziarmi e di farmi notare quando segno un punto a mio favore e quando la rendo felice.
Amo la donna, che mi stima e mi fa sentire apprezzato per quello che sono e che faccio.
Amo la donna che ride.


Per consigli pratici alla vita di coppia, per un amore duraturo:
La Guida quotidiana sulle cose da fare e quelle da NON FARE, per evitare crisi di coppia.
Il Calendario dell'amore, un Planner settimanale, stampabile e personalizzabile, a partire da una "data importante".
Un ebook, non da leggere, ma da vivere...
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- BACIAMI E SAPRO' CHI SEI!

Il bacio è un vero e proprio test di compatibilità, che usiamo in modo del tutto inconsapevole.
Lo ha dimostrato il prof. Gallup dell'Università di Albany, nello stato di New York.

La piacevolezza di un bacio è un indice che istintivamente ci spinge ad una unione più profonda. Questo accade perchè, durante il bacio, si scatena un elaborato processo di analisi, di cui non abbiamo coscienza e che, attraverso i recettori gustativi, olfattivi e tattili, ci restituisce l'informazione sulla compatibilità genetica, altresì tradotta in termini di piacevolezza.

Questo processo, ovvero il sapore del bacio è molto più importante per la donna che per l'uomo.
Infatti, le donne utilizzano il bacio come strumento di selezione ed il 66% di quelle intervistate, dichiara una perdita d'interesse, dopo il primo bacio, se esso non è stato di gradimento.
Gli uomini, invece, utilizzano il bacio soprattutto come mezzo di seduzione, scambiando nel bacio profondo, di loro predilezione, una quantità di testosterone atta a favorire la disponibilità femminile.

Baciarsi, dunque, non è solo scambio di effusioni, ma anche un test di compatibilità di coppia.

- PAROLE, PAROLE, PAROLE... Perché le donne parlano tanto e gli uomini non parlano?

“Dobbiamo parlare…”
"Tu non mi ascolti"
"Cosa c'è che non va, parlamene..."
"Perchè non vuoi mai parlare?"

Quante donne hanno proferito queste parole? Quanti uomini si sono raggelati sentendole?
La donna trae sollievo parlando, tanto quanto l’uomo tacendo…
Ma questo ne l’uno, ne l’altro lo sanno!

Quando c’è un problema, l’uomo, macchina destinata all’azione, cerca la migliore soluzione, in silenzio… Se la donna gli chiede di parlare, egli disperde la sua attenzione e si allontana dalla soluzione, pertanto preferisce isolarsi. Ma la donna interpreta erroneamente questo silenzio come menefreghismo ed automaticamente si allontana.

Quando c’è un problema, la donna, animale sociale, ne parla e più lo fa, più lo minimizza e trova sollievo. Quando la donna inizia a sfogarsi, automaticamente l'uomo si sente colpevole della sua infelicità e si sente erroneamente accusato d’essere la causa di tutti i problemi.

Quando gli amanti apprendono che l’intimo bisogno di scaricarsi o di stare meglio passa per l’uomo, attraverso il silenzio, e per la donna, attraverso l’intimità e la comunicazione, smetteranno di sentirsi non accettati e rifiutati. Così, comprendendo la diversità del partner ed assecondandone le necessità, riescono a dare il sostegno adeguato ed a rendere felice l’altro.

- SOLDI, SOLDI, SOLDI...

Una delle principali cause di conflitto nelle coppie è il denaro…
Se vi sono difficoltà economiche…
Se non ve ne è abbastanza per procurarsi, oltre al sostentamento anche qualche distrazione…
Se non si è in grado di gestirlo e far fronte alla quotidianità o al futuro…
Se la donna guadagna di più dell’uomo
Se sono differenti i rispettivi rapporti col denaro e le priorità di spesa…
I casi sono tanti e tante le case in cui il denaro è un grosso problema.

Anche in questo caso, uomini e donne sono significativamente diversi e bisogna imparare a conoscersi per superare i problemi e continuare ad amarsi. Oltre alla già analizzata diversa concezione del lavoro e dei suoi frutti, ci sono differenze di genere anche nelle priorità di spesa, nelle necessità reciproche e non ultimo nella tipologia di regalo più apprezzato.
Per esempio, per un uomo, più importante e prezioso è il regalo, più punti ritiene di essersi accaparrato. Invece alle donne, spesso bastano anche i piccoli gesti, ma frequenti e quotidiani.

Risulta pertanto fondamentale chiarire bene, sin dall’inizio, i bisogni di entrambi e senza in alcun modo giudicarli, fare insieme un piano di spesa che riesca ad appagare entrambi i partner.

- IL LAVORO E LA CRISI MATRIMONIALE

Il lavoro nobilita l’uomo...

Combattente destinato all’azione, l’uomo vive di obiettivi. Prima del matrimonio, il suo principale obiettivo è la conquista della donna dei suoi sogni. Il matrimonio è la prima grande dimostrazione d’amore dell’uomo. Dopo il matrimonio, raggiunto l’obiettivo, se ne presenta un altro, rendere felice la propria moglie.
L’uomo è portato a pensare che più guadagna e più è in grado di rendere felice la propria donna, non facendole mancare nulla e trattandola come una regina.
Lavorare, nobilita l’uomo, lo fa sentire adeguato al privilegio di avere al fianco una donna speciale e non teme fatica di sorta, pur di renderla felice.

Per le nostre nonne, il fatto che gli uomini provvedessero al loro sostentamento, pur stando fuori giorni interni o lunghi mesi, era un sufficiente segnale d’amore
Oggi le donne, sono costrette a lavorare, hanno minori occasioni di assecondare la loro femminilità e sono vieppiù stressate. I soldi ed il sostentamento, alle donne d’oggi, non bastano più, hanno bisogno di altro, vogliono dall’uomo anche il sostegno emotivo.

Ecco allora cosa accade. L’uomo, istintivamente, lavora tanto per rendere felice la propria donna, non sa che la donna, oltre al sostegno materiale, ha bisogno di intimità e comprensione.

D’altro canto, la donna non sa che, per l’uomo, il lavoro è uno strumento d’amore ed interpreta la sua assenza come segnale di distacco e di abbandono. La donna ha bisogno di lui e lui non c’è, così diviene triste ed infelice.
L’uomo ritiene di non essere all’altezza della sua stupenda moglie, pensa di non essere in grado di renderla felice, ha bisogno del suo sorriso e del suo apprezzamento, ma lei non gliene da…

Entrambi hanno bisogno reciproco dell’amore dell’altro, ma non riescono a riconoscerlo. Le frustrazioni divengono sempre profonde, gli animi si fomentano, si dipanano violente aggressioni ed accuse che fanno concludere, erroneamente, che non c’è più amore.
Invece è esattamente il contrario.

Il lavoro, così importante per l’uomo, è spesso causa di dissidi e rotture spesso irreparabili. Può essere l’assenza protratta da casa, la precarietà del lavoro, il mutamento professionale o peggio ancora la perdita del lavoro… Non poter provvedere in modo adeguato alla sua bella famiglia è quanto di peggio possa accadere ad un uomo. Il senso di inadeguatezza e frustrazione sono tali da mettere a durissima prova anche i rapporti più solidi.

- AD OGNI SESSO, IL SUO SESSO!

Che uomini e donne siano diversi è ben intuibile fisicamente, ma si tende sempre più a dimenticare che questa diversità biologica è anche una diversità psicologica.

L'uomo è all'apice della sua carica ormonale e sessuale intorno ai 18 anni.
La donna è all'apice della sua carica ormonale e sessuale intorno ai 40.
Entrambi migliorano la qualità dei rapporti con l'avanzare dell'età, e seppure, col passare degli anni, le reciproche modalità si avvicinano, resta sempre una grande differenza tra loro, sia nell'approccio all'intimità, che nel "consumo" dell'atto in sè.
Con gli anni, gli uomini diventano meno irruenti e riescono a godere più pienamente del rapporto, nella sua globalità.
Di converso, le donne, con gli anni, riescono a godere di più dell'atto in sè, dimostrando anche maggior appetito ed accorciando i loro tempi di approccio all'intimità.

Gli uomini hanno una sessualità esterna, più immediata, hanno tempi molto brevi di approccio ed un bisogno di sesso, più frequente. Essi passano dall'attrazione fisica a quella emotiva e l'atto sessuale è un modo di scaricare tensione ed energia.

Le donne, invece, in generale e comunque in maniera inversamente proporzionale alla loro età, hanno dei tempi molto lunghi.
Le donne, prima di provare il desiderio di intimità con un uomo, devono sentirsene attratte emotivamente o mentalmente. Durante i rapporti sessuali, le donne hanno bisogno di sentirsi apprezzate, di rilassarsi e di scaldarsi, prima di provare desiderio. I loro tempi, pur accorciandosi, con l'avvicinarsi ai 40 anni e nelle relazioni molto coinvolgenti, restano sempre lenti ed indiretti.
Per la donna, non è naturale non essere corteggiata, non è naturale concedersi subito e ancor meno provare eccitazione immediata.
La donna ha bisogno di tempo.

Purtroppo, sempre più di frequente, si assiste ad una maggiore facilità di costume femminile e ad un'alienazione dei loro comportamenti.
Donne sempre più giovani che fanno del sesso, uno status quo, un simbolo d'identità. Con il sesso si sentono grandi, importanti. Pensano di avere potere sugli uomini. Fingono desiderio, eccitazione e godimento e finiscono col convincersi di essere delle mangiatrici di uomini. Sono insicure ed hanno bisogno del sesso per appagare il loro bisogno di autostima e di accettazione.
Di certo, di primo acchito, l'uomo può essere attratto da questo tipo di donna, soprattutto se egli è giovine e quindi vicino al suo apice ormonale, oppure se non è avvezzo a comportamenti tipicamente maschili.

Illudendosi di trovare una spregiudicatezza atta ad appagare i suoi bisogni, l'uomo usa ben volentieri la donna a sua disposizione, ma ben presto, il suo istinto di maschio ne esce sconfitto e la profonda frustrazione, che ne deriva, diventa un'angoscia oscura e senza nome.
L'uomo è un cacciatore e, per quanto ami fare sesso, ama di più la conquista e fare sesso con la sua preda. Questo gli da un grande senso di potere e di soddisfazione. Si sente abile ed apprezzato. Una femmina che si mostri troppo emancipata, gli fa perdere interesse, ed egli la usa solo. Potrebbe anche finire col provare affetto per lei, ma non ne è attratto e non l'amerà!
Non ha fatto nulla per averla e non farà nulla per tenerla...

Non è il sesso che ti fa sentire donna, sei solo tu e se non hai rispetto di te stessa, nessuno ne avrà mai!

- FAME DI SESSO!

Qualsiasi uomo ambisce ad una donna molto attiva sessualmente; questo le donne lo sanno e molto spesso, soprattutto nelle donne giovani, la spregiudicatezza nasconde una profonda angoscia e risvolti tutt'altro che gioiosi, sia per se stesse che per il partner.

Come nella bulimia alimentare, la donna si abbuffa di cibo, senza o con poco appetito, colei che si abbuffa di sesso, in realtà, ha fame di amore e di attenzioni.

Ella è preda di una grande insicurezza e si concede sessualmente per appagare i suoi bisogni di autostima.
Il sesso, diviene così la modalità per sentirsi accettata, importante, femminile e desiderabile.
Il sesso funge da antidepressivo, sono frequenti i tradimenti e alcool e stupefacenti possono essere usati per scatenare ed accrescere disinibizione ed eccitamento.

Ma l'angoscia è profonda e, quando affiora il bisogno di sentimenti più profondi, depressione, aggressività e possessività, la fanno da padrone...

- DONNE ALPHA... UOMINI ALPHA...

La vera donna:
- è e si sente unica
- seduce e si lascia corteggiare
- non alza per prima lo sguardo verso l’uomo
- non lo corteggia
- non lo cerca disperatamente
- non concede il suo prezioso tempo a chi non lo desidera ardentemente
- è difficile da conquistare, ma è facile vivere con lei
- ha fiducia nel proprio uomo e ad esso si abbandona
- lo apprezza, lo stima e lo onora
- sa sostenerlo, incoraggiarlo e ringraziarlo
- lo accoglie col sorriso, quando rientra a casa
- non è mai sdrucita, ma sempre bella e femminile
- sa capire e rispettare i momentanei isolamenti del proprio uomo
- è flessibile e passionale
- sa chiedere, con parole semplici, ciò di cui ha bisogno
- non rimprovera in continuazione
- non tratta il suo uomo come un bambino
- non gli da consigli, non gli indica la strada, né il parcheggio
- non cerca di cambiarlo
- ha bisogno di un uomo, ma è forte, se lui non c'è
La vera donna, porta la gonna…


Il vero uomo:
- è e si sente forte
- corteggia appassionatamente e si mostra in tutta la sua bellezza
- ama rincorrere la preda prescelta e perde interesse se viene corteggiato
- sa aspettare e si gusta la conquista
- sa essere galante e cavaliere
- sa far sentire la donna ambita speciale e desiderata
- sa proteggere e rendere felice la propria donna
- l’abbraccia forte quando torna a casa
- sa comunicarle, con dolcezza, quando ha bisogno di rintanarsi e stare solo
- non urla ed aggredisce se è in collera
- sa capire che, quando lei sta male, ha bisogno di parlare
- capisce che quando la sua donna parla, non lo sta accusando, ma si sta solo sfogando
- fa tanti gesti, piccoli e ripetuti, ogni giorno, per farla sentire speciale
- sa creare atmosfera e fare le coccole, prima di arrivare al “dunque”
- non tratta la sua donna come una mamma
Il vero uomo, porta i pantaloni.

- COSA VUOLE UNA DONNA? - favola



Un giorno, il giovane re Artù fu catturato ed imprigionato dal sovrano di un regno vicino. Mosso a compassione dalla gioia di vivere del giovane, piuttosto che ucciderlo, il sovrano gli offrì la libertà, a patto che rispondesse ad un quesito molto difficile: "Cosa vogliono veramente le donne?" Artù avrebbe avuto a disposizione un anno, trascorso il quale, nel caso in cui non avesse trovato una risposta, sarebbe stato ucciso. Un quesito simile avrebbe sicuramente lasciato perplesso anche il più saggio fra gli uomini e sembrò al giovane Artù una sfida impossibile, tuttavia avendo come unica alternativa la morte, Artù accettò la proposta, e fece ritorno al suo regno. Ivi giunto, iniziò a interrogare chiunque: la principessa, le prostitute, i sacerdoti, i saggi, le damigelle di corte e via dicendo, ma nessuno seppe dargli una risposta soddisfacente. Ciò che la maggior parte della gente gli suggeriva era di consultare una vecchia strega, poiché solo lei avrebbe potuto fornire la risposta, ma a caro prezzo, dato che la strega era famosa in tutto il regno per gli esorbitanti compensi che chiedeva per i suoi consulti. Il tempo passò... e giunse l'ultimo giorno dell'anno prestabilito, così che Artù non ebbe altra scelta che andare a parlare con la vecchia strega, che accettò di rispondere alla domanda, solo a patto di ottenere la mano di Gawain, il più nobile dei Cavalieri della Tavola Rotonda, nonché migliore amico di Artù!


Il giovane Artù provò orrore a quella prospettiva... la strega aveva una gobba ad uncino, era orrenda, aveva un solo dente, puzzava di acqua di fogna e spesso faceva anche dei rumori osceni!


Non aveva mai incontrato una creatura tanto ripugnante. Perciò si rifiutò di accettare di pagare quel prezzo e condannare l'amico a sobbarcarsi un fardello simile! Gawain,venuto al corrente della proposta, volle parlare ad Artù dicendogli che nessun sacrificio era troppo grande per salvare la vita del suo re e la tavola rotonda, e che quindi avrebbe accettato di sposare la strega, di buon grado.


Il loro matrimonio fu pertanto proclamato, e la strega finalmente rispose alla domanda: "Ciò che una donna vuole veramente è essere padrona della propria vita". Tutti concordarono sul fatto che dalla bocca della strega era uscita senz'altro una grande verità e che sicuramente la vita di Artù sarebbe stata risparmiata.


Infatti, il sovrano del regno vicino risparmiò la vita ad Artù, e gli garantì piena libertà. Ma che matrimonio avrebbero avuto Gawain e la strega? Artù si sentiva lacerato fra sollievo ed angoscia, mentre Gawain si comportava come sempre, gentile e cortese. La strega al contrario esibì le peggiori maniere... mangiava con le mani, ruttava e petava, mettendo tutti a disagio.


La prima notte di nozze era vicina, e Gawain si preparava a trascorrere una nottata orribile, ma alla fine prese il coraggio a due mani, ed entrò nella camera da letto e... che vista lo attendeva!
Dinnanzi a lui, discinta sul talamo nuziale, giaceva semplicemente la più bella donna che avesse mai visto! Gawain rimase allibito, e non appena ritrovò l'uso della parola (il che accadde dopo diversi minuti), chiese alla strega cosa le fosse accaduto.


La strega rispose che era stato talmente galante con lei quando si trovava nella sua forma repellente che aveva deciso di mostrarglisi nel suo altro aspetto, e che per la metà del tempo sarebbe rimasta così, mentre per l'altra metà sarebbe tornata la vecchiaccia orribile di prima. Chiese quindi a Gawain quale dei due aspetti avrebbe voluto che ella assumesse di giorno, e quale di notte. Che scelta crudele! Gawain iniziò a pensare all'alternativa che gli si prospettava: una donna meravigliosa al suo fianco durante il giorno, quando era con i suoi amici, ed una stregaccia orripilante la notte? O forse la compagnia della stregaccia di giorno e una donna incantevole di notte con cui dividere i momenti di intimità? Voi cosa avreste fatto? La scelta di Gawain è distante solo un paio di righe..... ma non leggete, finché non avrete fatto la vostra scelta!











 

Il nobile Gawain disse alla strega che avrebbe lasciato a lei la possibilità di decidere per se stessa. Sentendo ciò, la strega gli sorrise, e gli annunciò che sarebbe rimasta bellissima per tutto il tempo, proprio perchè Gawain l'aveva rispettata, e l'aveva lasciata essere padrona di se stessa!

- COME RENDERE FELICE UN UOMO... ;-D

A TE DONNA!
AMO LA DONNA IN QUANTO ESSERE IMPERFETTO
AMO DI LEI OGNI DIFETTO
AMO FARLA SENTIRE PROTETTA
AMO TENERLA STRETTA STRETTA
AMO IL PROFUMO DELLA SUA PELLE
AMO LA SUA LUCE FATTA DI STELLE
AMO DI LEI LA CURIOSITA'
AMO ANCHE LA SUA VANITA'
AMO LA GRANDE SENSIBILITA'
AMO ANCHE LA VULNERABILITA'
AMO I PENSIERI FATTI DI SOGNI
AMO SENTIRE I SUOI BISOGNI
AMO COMPENSARE LE SUE IMPERFEZIONI
AMO FARLO SE NON ROMPE I COGLIONI!

TUTTO QUESTO A TE IO DEDICO
CHIEDENDO SOLO QUANTO PREDICO
MI SPIEGO MEGLIO: IO TI DO' TANTO
MA TI CHIEDO UNA COSA SOLTANTO
UN PO' DI SILEZIO QUA E LA'
E CHE OGNI TANTO ME LA DEVI DA'!
(di Valentino Sciarrillo )

- L'UTILITA' DI RINGRAZIARE - casi reali

    Larry e Jo Ann erano una coppia normale. Vivevano in una casa normale in una strada normale. Come ogni altra coppia normale, si sforzavano di sbarcare il lunario e di allevare bene i figli. Erano normali in un altro senso ancora: bisticciavano.
    Gran parte della loro conversazione riguardava ciò che vi era di sbagliato nel loro matrimonio e di chi fosse la colpa.
    Questo fino a un certo giorno in cui avvenne qualcosa di straordinario.
    “Sai, jo Ann, ho un comò magico. Ogni volta che apro un cassetto lo trovo pieno di calzini e di biancheria,” disse Larry “Voglio ringraziarti per averlo sempre riempito in tutti questi anni.”
    Jo Ann guardò fisso il marito al di sopra degli oc­chiali. “Che cosa vuoi, Larry?”
    “Niente. Voglio solo farti sapere che ti sono grato per quel comò magico.”
    Questa non era la prima volta in cui Larry faceva qualcosa di strano, così Jo Ann si dimenticò dell'epi­sodio fino a qualche giorno dopo.
    “Jo Ann, grazie per avere registrato tanti numeri di assegni giusti nel registro, questo mese. Hai copiato il numero giusto 15 volte su 16. E’ un record.”
     Non credendo alle proprie orecchie, Jo Ann distolse lo sguardo dal suo rammendo. “Larry, ti lamenti sempre che registro i numeri sbagliati. Perché ora non più?”
     Nessun motivo. Volevo solo farti sapere che ti sono grato per lo sforzo che stai facendo.”
     Jo Ann scosse la testa e riprese il rammendo. “Cosa gli succede?” mormorò fra sé.
     Nondimeno, il giorno successivo, quando compilò un assegno al supermercato, diede un'occhiata al libretto di assegni per controllare di avere scritto il numero giusto. “Perché all'improvviso mi interessano tanto questi stupidi numeri?” si domandò.
     Cercò di non far caso all'episodio, ma lo strano comportamento di Larry si intensificò.
    “Jo Ann, era una cena magnifica,” disse una sera. “Ti sono grato per il tuo darti da fare. Be', negli ultimi quindici anni devi aver preparato più di quattordicimila pasti per me e i bambini.”
    E poi: “Ehi, la casa ha un aspetto splendido. Hai lavorato sodo davvero per renderla così bella.” E addirittura: “Grazie, Jo Ann, per essere quella che sei. Mi piace davvero stare con te.”
     Jo Ann cominciava a preoccuparsi. “Dov'è il sarcasmo, la critica.” si domandava.
     I suoi timori che a suo marito stesse succedendo qualcosa di strano furono confermati dalla sedicenne Shelley, che si lamentò: “Papà è fuori di testa, mamma. Mi ha appena detto che sono carina. Con tutto que­sto trucco e vestita cosi trasandata, me l'ha detto lo stesso. Non è più lui, mamma. Cos'ha che non va?”
    Qualunque cosa fosse, Larry non ne uscì più. Giorno dopo giorno continuò a concentrarsi sugli aspetti positivi.
    Con il passare delle settimane, Jo Ann si abituò all'insolito comportamento del marito e di quando in quando gli rispose con un “grazie" a denti stretti. Cercava di lasciarsi prendere alla sprovvista, finché un giorno avvenne qualcosa di tanto strano che la lasciò completamente scombussolata.
    “Voglio che tu ti riposi un po’,” annunciò Larry. “Lavo io i piatti. Dai, lascia stare quella padella ed esci dalla cucina.”
    (Lunghissima pausa.) “Grazie, Larry. Grazie tante!”
    Il passo di Jo Ann era adesso un po' più lieve, la sua sicurezza di sé era maggiore e di quando in quando canticchiava. Sembrava non avere più lune per traverso. “Mi piace il nuovo comportamento di Larry,” pensava.
    Questa sarebbe la fine della storia se un giorno non fosse avvenuto un altro episodio straordinario. Questa volta fu Jo Ann a parlare.
   “Larry,” cominciò, “voglio ringraziarti per essere andato a lavorare e averci dato da vivere in tutti questi anni. Non credo di averti mai detto quanto ti sono grata per questo.”
     Larry non ha mai rivelato il motivo del suo spetta­colare cambiamento, per quanto Jo Ann abbia insistito per avere una risposta, e cosi rimarrà probabilmente uno dei misteri della vita. Ma è un mistero con cui convivo volentieri.
     Vedete, Jo Ann sono io.

     (Jo Ann Larsen)

- CRISI MATRIMONIALI? SPESSO NASCONDONO UN GRANDE AMORE

“Dov’è finita la donna che ho sposato? Non le va mai bene niente…!”
“Lui non mi corteggia più, il lavoro è più importante di me…!”
“Non c’è più passione tra noi…”
“Non andiamo d’accordo, litighiamo sempre, meglio lasciarci!”


     Il matrimonio, non è passo leggero, eppure sempre più spesso si affronta con leggerezza. Soprattutto le giovani coppie, prese dalla novità e dalla passione, vivono in un mondo di sogni in cui si pensa che l’amore, così istintivo e potente, non abbia bisogno di regole, né di strategie comunicative. Entrambi i coniugi proiettano sull’altro aspettative e desideri che finiscono troppo presto per essere delusi, non perché l’altro non sia la persona giusta, ma semplicemente perché è una persona, un essere vivente e pensante, diverso dall’altro e che si accinge ad affrontare qualcosa di completamente nuovo.
     Uomini e donne sono diversi, ragionano, comunicano e vivono in modo diverso, talvolta opposto ed altre complementare, soprattutto di fronte ai problemi ed alla sessualità.
     I principali conflitti, in una coppia, derivano dalle sostanziali differenze tra uomo e donna, dal loro diverso modo di comunicare, di solito nascondono un profondo amore per l’altro, ma vengono interpretati in maniera completamente opposta.
     L’errore principale che una coppia fa è proprio quello di considerare che le cose andranno bene comunque e da subito, perché ci si ama. Così, alle prime difficoltà è naturale pensare che “se le cose non vanno bene è per mancanza d’amore” e si getta la spugna.

    “Io mi impegno ad amarti, onorarti e rispettarti, tutti i giorni della mia vita”
     Oggi, si è sin troppo abituati ad avere tutto sempre e subito. Ci si impegna poco e si è perso il gusto dell’impegno e della conquista. Di conseguenza, alle prime avvisaglie di difficoltà, mal sopportando le frustrazioni, si preferisce gettare la spugna, con rassegnazione, piuttosto che impegnarsi in qualcosa che lo merita e che darà i propri risultati solo col tempo.
     Il matrimonio è proprio questo, un impegno. Rappresentato dalle fedi nuziali, è un atto di fiducia (fede) nell’altro e nel rapporto ed un impegno ad onorarlo per sempre. Impegnarsi è un atto dovuto, non solo all’altro, ma soprattutto a se stessi, al proprio sentimento ed alla propria scelta.
     Impegnarsi, nel matrimonio, significa avere rispetto di se stessi.
     Un matrimonio va costruito giorno per giorno, col tempo, con tentativi ed errori, facendo di ogni fallimento una nuova opportunità.
     Per continuare ad amarsi, i coniugi devono comprendere e rispettare le reciproche diversità.

  
E’ proprio perché ci si ama tanto e
si ha tanto bisogno dell’altro che
men si sopportano quelli che sembrano rifiuti e
sono invece modi diversi d'amare…

- CHI SI SOMIGLIA, SI PIGLIA?

Ho trovato la persona giusta,
la mia anima gemella,
il mio stesso cuore,
il mio alter ego…

    Uno studio Usa, dell' Università dell' Iowa, lo conferma: chi si somiglia si piglia.
    I risultati, pubblicati sul Journal of Personality and Social Psychology, hanno messo in evidenza che nelle 291 giovani coppie analizzate, per circa quattro anni, nella maggioranza dei casi, sin dall' inizio della relazione, i partner erano attratti da personalità, valori ed atteggiamenti simili al proprio.
    Anche nel lungo tempo, era la somiglianza a risultare vincente.
    A mantenere nel tempo l' elemento aggregante di una coppia è la condivisione, giorno per giorno, delle piccole scelte quotidiane: dall’alimentazione, allo stile di vita, ai film da vedere….
    Le affinità caratteriali, delle personalità, del livello culturale, la condivisione degli obiettivi, dei valori, dei modi di pensare, costituiscono dunque un ottimo indicatore di soddisfazione coniugale.
    Ovvia conseguenza dell' analisi, è il consiglio degli studiosi di cercare d’essere consapevoli sulla somiglianza o diversità col partner, prima di dare solidità al rapporto di coppia.

   Affinità elettive
    Quando i due esseri vibrano per affinità fisiche, emotive e di pensieri, allora, si realizza l’unione perfetta, si trova l’amore.
    Le dimensioni dell'amore di coppia sono tre:
      1. quella dell’attrazione fisica, della passione,
      2. quella del “cuore”, dei sentimenti, dell’innamoramento, dell’intimità;
      3. quella dei fattori cognitivi, razionali, mentali, intellettuali.

    L’attrazione fisica è ciò che più di ogni altra cosa riesce a generare infatuazione. Ma la passione inganna la mente ed il cuore e spesso si vivono amori vuoti, senza fondamento, che bruciano e muoiono in poco tempo. I partner sognano l’amore, se ne convincono, ma quando la passione è stata pienamente soddisfatta, rimane la cruda realtà.
    Esistono milioni di coppie appassionate, ma è molto difficile incontrarne di innamorate.
    Quante volte ci si sente dire “dopo un po’ la passione finisce”. Quando c’è vero amore, la passione non finisce mai.

    Molta più duratura e fuorviante è la dimensione affettiva, quella dei sentimenti, dell’affetto, dell’attaccamento, del legame e dell’amore. La gran parte delle coppie nutre nei confronti dell’altro un sentimento così forte e profondo, che spesso si confonde con l’amore. Tipicamente, questi partner, prima o poi, si chiederanno “sono innamorato?”. Quando si ama, non ci sono dubbi, non ci sono domande, esiste solo una realtà “io amo” e l’amore è puro, non dipende dall’altro, né dal fatto di essere ricambiato.

    Le affinità elettive, caratteriali e di vita, sono la dimensione mentale, che danno stabilità alla coppia e completano il significato dell’amore. Quando si sommano il sentimento profondo e la scelta razionale dell’altro, alla forte attrazione fisica, possiamo ben dire di aver trovato l’anima gemella.
     Esistono coppie legate dal punto di vista fisico, altre dal punto di vista emotivo, altre sul piano razionale e mentale, altre ancora su due dei precedenti livelli, poche in reale comunione, perchè li condividono tutti e tre.
     Come dice John Gray, l'autore del Bestseller "Gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere", nel suo libro "Marte e Venere si corteggiano", le anime gemelle non hanno necessariamente interessi identici, ma "l'armonia dei valori crea una base per superare le differenze e trovare i giusti compromessi".

   Affinità del bioritmo
     Bioritmo significa ritmo della vita.
     Le nostre vite sono governate da cicli che iniziano il giorno della nostra nascita..
     Ne "La teoria dei bioritmi, gli alti e bassi nel corso di una vita" pubblicato nel 1959, Hugo Max Gross dedica parecchi capitoli alla spiegazione delle corrispondenze nei matrimoni e nella altre occasioni di relazioni tra persone e mette a punto un metodo di valutazione basato sulle percentuali di affinità tra i cicli fisico, emotivo ed intellettuale.
      Il metodo di valutazione di compatibilità parte dalla considerazione che due individui con due cicli identici hanno la massima affinità con una percentuale pari al 100%.
       Poiché il caso di minore corrispondenza si verifica nella situazione opposta (0%), va considerata buona una percentuale media superiore al 50%, di grande sintonia oltre il 70%, mentre una inferiore al 50% mette una seria ipoteca alla possibilità di intesa.
      C’è tuttavia da considerare che, per quanto riguarda l’affinità emotiva, avere una compatibilità bassa può anche essere positiva. Infatti, poiché gli uomini e le donne rispondono in maniera diversa e spesso opposta alle “fasi giù” (gli uomini si isolano, invece le donne cercano contatto), può essere più facile venirsi incontro e rispettarsi, quando le necessità sono opposte e complementari.
      Ciò che fa la differenza, ancora una volta, è l’amore e la volontà di scegliersi ogni giorno della propria vita insieme.

    Gli opposti si attraggono, ma si distruggono
      Molte sono le coppie diadiche, in cui si stabilisce un rapporto patologico, vittima-carnefice o vittima-salvatore, adulto-bambino. Ognuno di questi ruoli e di questi rapporti è presente nelle nostre vite ed il loro avvicendarsi è funzionale alle varie situazioni, sia sentimentali che non, quando tuttavia essi si cristallizzano, diventano patologici e si ripetono in loop distruttivi.
      La coppia sembra solida, ma è fondata solo su bisogni patologici: c’è chi ha bisogno di sentirsi vittimizzato e trova l’altro che ha bisogno di sentirsi utile, c’è chi vuole essere curato, seguito e guidato e trova l’altro che ha bisogno di sentirsi forte...
      I casi possono essere vari. In ogni caso, entrambi si legano all’altro, solo per soddisfare il proprio bisogno. Si convincono d’amare, ma quello che provano è solo “bisogno dell’altro”, un attaccamento condizionato dal fatto che l’altro risponde alle proprie esigenze. Con il tempo o, quando non si ha più bisogno dell’altro, oppure quando le pretese di uno dei due, anche per futili motivi, sono disattese, subentra un profondo senso di frustrazione, collera, sofferenza, la relazione alterna fasi di violenza, sensi di colpa, perdono e, come un circolo vizioso si ripete fino all’esaurimento completo.
      In ogni caso, le relazioni squilibrate, fondate sulla superiorità di uno dei due membri sull’altro, invece di trovare nel rapporto una soluzione, finiscono per esasperare sempre di più lo squilibrio già esistente e diventano assolutamente distruttive per entrambi i partner.
      In questi casi, gli opposti si attraggono, sembrano completarsi, ma in realtà di distruggono.

    L’altra metà della mela
      Due persone che dicono di amarsi non sono le due metà di una mela.
      Un uomo e una donna sommati, affermava Lacan, non danno "uno"…
       Paradossalmente, le coppie più fragili sono quelle che vivono in simbiosi assoluta. In un rapporto totalizzante, i due partner che dipendono l’uno dall’altro, in modo esclusivo, qualsiasi elemento esterno può turbare il rapporto. Ma, più spesso, è sensazione di stanchezza, di soffocamento, che prende uno dei due partner. È l’inizio della crisi: uno degli amanti si sente insopportabilmente frustrato, l’altro abbandonato, entrambi traditi e finiscono col lasciarsi in modo tragico.


Quando amiamo davvero,
il cuore batte all’impazzata,
il corpo è impaziente ed aspetta il partner,
si stampa sul viso un sorriso, che sincopa le guance,
il mondo si colora,
sposiamo la persona che ci piace e che adoriamo,
sposiamo la sua storia,
sposiamo il nostro destino e
daremmo la nostra vita, per salvare la sua…

- FORTE, INTELLIGENTE, AUTONOMA…. TI FA PAURA? - metafora

   C’era un tempo, una principessa coraggiosa.
   Di virtù dotata al pari di fascino e beltà.
   Sola, da anni sosteneva il suo regno, confrontandosi con draghi, malfattori e più benevoli servitori. Voleva indossare le sue più belle vesti, voleva riposarsi tra le braccia di un principe e lasciarsi condurre e proteggere, invece, il più delle volte, soleva indossare la calzamaglia e sguainare la spada.
   Molti erano i contendenti, ma tutti ne temevano il confronto, come se a lei fosse dovuto.
   Tutti pensavano di non essere all’altezza.
   Tutti avevano l’impressione che ella non avesse bisogno di loro.
   Tutti ne avevano paura. Era troppo bella, troppo forte, troppo autonoma e capace…
   Nessuno sapeva che proprio la principessa, più di qualsiasi altra donna nel reame, proprio perché da sempre aveva dovuto dismettere i suoi splendidi abiti, più d’ogni altra donna aveva bisogno di un principe. Aveva bisogno di qualcuno che la proteggesse, che la aiutasse e che la consigliasse. Aveva bisogno di un principe che la facesse sentire speciale. Un prode, a cui avrebbe dedicato tutte le sue attenzioni e votato la sua ragion di vita, grata di tanta felicità.
   Pavidi gli uomini scappavano ed ella fiduciosa aspettava.
   Un principe straniero un giorno la vide, giocosa tra i flutti delle acque, ed immediatamente se ne innamorò. Gli piacque quella leggerezza con cui giocava e già sapeva che così sarebbero state le loro giornate.
   Intrepido la corteggiò e vittorioso la conquistò.
   Lui la ricevette in sé come un fuoco e lei con altrettando ardore lo amava ed apprezzava.
   Mai prima d’allora si era sentita così felice, amata, protetta, mai prima d’allora aveva potuto sentirsi così donna. Lei, che più d’ogni altra aveva bisogno di lui, l’aveva trovato.
   Lui l’aveva presa tra le braccia e con la sua testa sulla spalla, l’aveva portata in paradiso.
   Lui era divenuto necessario alla sua vita e senza di lui, ormai nulla era e nulla poteva.

   Prode, il principe aveva corteggiato la principessa bella, intelligente ed autonoma.
   Fiduciosa, la principessa gli aveva rivelato la sua fragilità e felice a lui si era abbandonata, facendone il suo re.

   Lui aveva bisogno di fiducia ed apprezzamento e lei gliene dava.
   Lei aveva bisogno di protezione e d’amore e lui gliene dava.

   Lui, grato l’amava ogni giorno di più.
   Lei, felice l’amava l’indomani più del giorno trascorso..


  ….e vissero tutti felici e contenti…

- PIU' MI AIUTI, PIU' MI ROVINI - disturbo bordeline di personalità


BASTA TORMENTARMI CON PENSIERI DEL TUTTO INUTILI E CHE MI FANNO STARE MALE!

     Sono un borderline.
     Com’è doloroso ammetterlo, com’è difficile!
     Qualcuno ha detto che chi ha la casa con pareti di vetro non dovrebbe lanciare sassi contro quella degli altri… Io l’ho fatto, per tutta la vita. Io ancora lo faccio e sicuramente ancora lo farò.
     Per distruggere chi mi stava vicino, ho finito col distruggere me stesso ed ora sono a pezzi. Sono perso. Non ho più certezze, non ho più ambizioni, non ho più nemmeno un’identità. Mi ritrovo incastrato in una nuova relazione, con una donna ed una gravidanza, entrambi usati, per riempire il vuoto dentro me.
     Sto soffrendo come poche volte in vita mia. Sono nel terrore, sto male, non riesco a respirare e temo d’essermi di nuovo ammalato d’ansia.
     E’ brutto capire di aver sbagliato tutto, di aver fallito tutti i sogni, tutti gli obiettivi di una vita e ne avevo tanti…


     Io che ho sempre voluto essere un vero uomo, un galantuomo, leale, rispettoso, fedele, vero e corretto, mi scopro un bambino piagnucolone, sleale, senza rispetto, traditore, bugiardo, falso e scorretto...
    SONO UN BORDELINE E DEVO ACCETTARMI PER QUELLO CHE SONO, MALGRADO CIÒ CHE AVREI VOLUTO ESSERE.

   
    Accettarmi È IL PRIMO PASSO VERSO la guarigione e LA FELICITA’.
    Ed ora, mentre sono qui seduto, MENTRE leggo e RAGIONO su quanto scritto, PROVO GIA' SOLLIEVO e forse è vero che la felicita’ è avere la libertà di scegliere della propria sorte…
   Basta tormentarmi con pensieri del tutto inutili e che mi fanno stare male!




LA PROFEZIA CHE SI AUTOVERIFICA

    Sono cresciuto come un bambino convinto di non meritare amore e con la voglia di riscattarlo. Così, tutto ciò che faccio è una dimostrazione che il mondo è cattivo oppure è un modo di guadagnarmi attenzione e amore.


    Spaventato da continui maltrattamenti e vessazioni psicologiche, sin da piccolo mi sono convinto che il mondo è pericoloso e tutti sono cattivi. Perennemente in allerta per avvertire i segnali di potenziali minacce, ho sviluppato l’immaginazione, per ipotizzare gli scenari peggiori. Sono dubbioso perfino di fronte all’ovvio.
     Il mio è una specie di allarme fisso su cosa mi può succedere. E’ come se, dietro al volto più gentile, oltre la mano più affettuosa, ci sia sempre la zampata, il graffio, il colpo, il pugno.
    Sono così CONVINTO che un giorno sarò maltrattato, tradito ed abbandonato che, automaticamente, metto in moto, con chiunque, dei meccanismi disfunzionali, che DISTORCONO LA REALTÀ DELLE COSE e condizionano il mio mondo emotivo e le mie relazioni.


    Mi aspetto il pugno, lo sparo, lo schiaffo, lo vedo anche dove non potrebbe mai esserci, così posso ammettere di avere ragione, piuttosto che di avere torto…

    Pensiero di sopravvivenza che porge la mano al pavido cuore del vinto…!



IL VUOTO DENTRO

    Ho sempre affrontato la vita con piglio ambiguo, senza sapere ciò che volevo.
    Bramoso di quelle attenzioni e di quegli incoraggiamenti mai ricevuti, ho conquistato medaglie ed applausi, nello sport, nella scuola, nel lavoro.
    Timido ed insicuro, ho trovato una forte identità come adolescente trasgressivo, come accanito fumatore, come appartenente a gruppi politici sovversivi e tifoserie estremiste.
    Ho un’immagine di me marcatamente e persistentemente instabile, un attimo “dio sceso in terra” subito dopo “bambino timoroso”. Spesso i miei comportamenti sono contraddittori ed incongruenti.
    Ho difficoltà nell’effettuare e perpetrare una scelta lavorativa decisiva.
    Ho la sensazione di un incolmabile vuoto dentro, che cerco di colmare con emozioni intense o con surrogati, come animali e persone che lo riempiano.

  
    In vita mia ho troppe volte aggrottato le sopracciglia, tra stati d’animo rabbiosi e tristi.
    E’ la RABBIA la mia più vera ed intima compagnia, colei che non mi abbandona mai. Quella rabbia contro il mondo intero. Quella rabbia che mi acceca e reprimo con le ABBUFFATE, con l’abuso di ALCOOL o SOSTANZE stupefacenti, con lo SPERPERO di denaro.


    Questo è il mio modo di risolvere i problemi. Utile vero?


    Confuso dall’incongruenza tra quello che mia madre esprimeva emozionalmente e quello che effettivamente faceva, ho imparato a tralasciare l’aspetto emozionale e a concentrarmi solo sulle parole, appoggiandomi esclusivamente sulla RAZIONALITA’. Ma quando entro in crisi, spesso per un’inezia, per una CONVIZIONE tutta mia, una mia FRUSTRAZIONE, una parola o un gesto associato ad un altro del passato, le emozioni diventano così intense e dolorose, che VADO IN TILT, NON RIESCO PIÙ A PENSARE, riesco solo ad ATTACCARE, con VIOLENZA, spesso anche fisica.


    E’ assurdo, VIVO DI CIÒ CHE GLI ALTRI PENSANO DI ME, voglio la loro approvazione, ma faccio di tutto per essere inaccettabile e deprecabile ai loro occhi e MI ACCONTENTO DELLA LORO COMPASSIONE.  Lo sò che ogni volta che essi mi porgono la mano, in realtà stanno pensando: "BISOGNA AIUTARLO, PERCHE' NON E' IN GRADO DI FARCELA DA SOLO".



TI FACCIO PENA?

    Drammatizzo ed esagero tutti gli aspetti della mia vita.
    Sono un uomo dalle tinte forti, dalle emozioni esagerate e dai sentimenti intensi, ma essi non corrispondono a ciò che provo internamente. Sono completamente concentrato su me stesso e gli altri sono solo strumenti che mi permettono di perpetrare i miei automatismi. I legami mi servono solo a questo.
    Sono una persona persuasiva e dalle grandi capacità manipolatorie, racconto MENZOGNE, dico MEZZE VERITA', OMETTO e mi LAMENTO in continuazione, per attirare l’attenzione o suscitare COMPASSIONE. Non lo faccio con cattiveria e nemmeno con consapevolezza. E’ il mio meccanismo di sopravvivenza.

    Meglio lamentarmi, che reagire!
    Facendo la vittima ho degli indubbi vantaggi e per mantenere il mio ruolo, ho bisogno di aggressori e di salvatori/difensori…


    Ma è questo che voglio davvero? Voglio davvero passare per una vittima, per un piagnucolone, per un debole che non ha controllo della sua vita? Sono felice di sapere che GLI ALTRI PROVANO COMPASSIONE DI ME?



PIU’ MI AIUTI, PIU’ MI ROVINI

     Tendo a coinvolgermi intensamente nelle mie nuove relazioni affettive, idealizzando eccessivamente la mia nuova donna e recitando il copione del “sei tutto per me, senza di te non vivo”.

    Sono geloso ed estremamente POSSESSIVO. La mia donna deve essere e fare ciò che dico io.
    Pretendo che la mia donna interrompa ogni rapporto con qualsiasi essere maschile della sua vita, voglio che stia a casa e non lavori, deve essere a mia disposizione in modo pressoché assoluto. Mi infastidisce anche che parli o esca con le sue amiche o con la sua famiglia. Voglio che si ISOLI da tutto e tutti.
    Non voglio essere CRITICATO, ho SEMPRE RAGIONE e la mia donna deve fare ciò che dico io.

  
   Come un PARASSITA, mi attacco alla mia salvatrice del momento, fino al momento in cui, per un qualsiasi motivo, VERO O FALSO CHE SIA, inizio ad ATTACCARLA, la ACCUSO, la BIASIMO, mi ARRABBIO, divento VIOLENTO e CATTIVO, faccio di lei la mia persecutrice.
    Lei, finchè riesce, mi perdona, salvandomi ancora, e quando è allo stremo delle forze, mi abbandona. In entrambi i casi, ha chiuso il cerchio, il mio loop patologico. Mi ha dimostrato che io sono debole e devo essere difeso e salvato, oppure che tutti sono stronzi e, prima o poi, mi tradiscono e abbandonano.


    Finchè ce la fanno, le persone mi restano al fianco, mi perdonano, mi vogliono salvare ed aiutare, ma NON SANNO CHE PIU’ CERCANO DI AIUTARMI, PIU’ MI METTONO NEI GUAI….


    Perdonano le mie ire ed io mi faccio salvare. Poi di nuovo mi arrabbio ed attacco e loro ancora mi perdonano. Il cerchio si riapre ed il ciclo patologico si ripete, sempre più vischioso e violento. Ogni giorno, chi mi sta al fianco diviene più SOFFERENTE, si sente SFRUTTATO, TRADITO, VIOLENTATO, AGGREDITO, UMILIATO, IMPOTENTE, gli animi si fomentano e la relazione diviene via via più VIOLENTA.
  


SONO COME UNA BANDIERA, VADO DOVE VA IL VENTO.

    Quando poi non ce la fanno più, le persone mi abbandonano ed io le rimpiazzo, come se nulla fosse…
    I miei parenti, lo hanno fatto e mi evitano.
    La mia famiglia, mi riserva un ruolo di second’ordine.
    Amici veri non ne ho. NESSUNO CHE DAVVERO MI AMI E MI SPRONI A RIFLETTERE E RAGIONARE. Solo conoscenti pronti a compiacermi, come si fa con un idiota, conoscenti con cui ho rapporti superficiali, per andare al cinema o fare una partita di pallone….

    Stringo un legame apparente, solo con la mia salvatrice del momento ed HO BISOGNO DI LEI, PERCHÉ LEI MI AMA.
    Se non mi amasse, io non l’amerei. E’ amore dunque il mio, oppure ATTACCAMENTO ed OPPORTUNISMO? Io non so cosa sia l’amore incondizionato. Io non so cosa voglia dire amare una persona che non ti ama, semplicemente perché esiste.


    SONO COME UNA BANDIERA, VADO DOVE VA IL VENTO.

  
   Questo è il mio dramma e ne conosco perfettamente il copione, che ricalco sin dalla mia prima infanzia.



COME POSSO IO AMARE, SE NON AMO ME STESSO?

    Tu non hai chiuso il cerchio, non hai ripetuto il mio ciclo patologico, non hai recitato il mio copione, per questo tra noi non ha funzionato.


    MI HAI TRATTATO SEMPRE COME UN UOMO, non come un bambino bisognoso di cure.
    MI HAI RESO PROTAGONISTA DELLA MIA VITA.
    Mi hai sposato quando ero un fallito, DIMOSTRANDOMI LA TUA PIENA FIDUCIA E LA TUA VERA STIMA.
    Con CALMA E DOLCEZZA, hai saputo ripulire i miei torbidi pensieri, DONANDOMI NUOVA VITA.
    Per la prima volta, CON TE MI SENTIVO REALIZZATO, ERO INNAMORATO E FELICE, SAPEVO DOVE VOLEVO ARRIVARE.
    Con te potevo essere me stesso, senza il timore esistenziale di essere giudicato.
    Non mi hai mai detto cosa dovevo fare o non fare, non mi hai mai criticato, mai giudicato, mai rimproverato.
    MI HAI SEMPRE ACCETTATO ED APPREZZATO, RINGRAZIANDOMI OGNI GIORNO.

    Troppo! Troppo per me… e soprattutto incomprensibile. Io non sò comportarmi con te.
    HAI SOVVERTITO TUTTE LE MIE CONVINZIONI, non è così che funziona il mondo! Sono tutti stronzi! La vita ce l’ha con me ed io sono inadeguato! Ho bisogno di persecutori e di essere salvato io! Non voglio la responsabilità della mia vita!


     AVEVAMO DIFFICOLTA’ ECONOMICHE, NON RIUSCIVO AD AVERE UN BUON LAVORO, FINO A RIMANERE SENZA. NON RIUSCIVO A RENDERTI FELICE, NON RIUSCIVO A MANTENERE LA MIA FAMIGLIA, TI AVEVO MESSA NEI GUAI ECONOMICAMENTE ED AVEVO SPENTO IL TUO SORRISO. Mi sentivo un perdente, mi vergognavo ed ero troppo orgoglioso per ammetterlo. Mi si è infiammata e bloccata una spalla, quasi a voler simboleggiare, come Atlante, che AVEVO IL PESO DEL MIO MONDO SULLE SPALLE E NON POTEVO E NON VOLEVO SOSTENERLO…
    Il dolore e la frustrazione erano così profondi e lancinanti, che HO PERSO IL LUME DELLA RAGIONE.
    Ho sfogato la mia frustrazione nel poker, nell’alcool e mangiando come un forsennato. Ho speso ancora di più, il mio corpo è diventato uno schifo…
    Di chi era la colpa di tutto questo? Tua, solo tua!
    Mi sentivo inadeguato e frustrato, ero in crisi, avevo bisogno che tu assecondassi il mio gioco, che tu mi salvassi, ma non lo facevi ed io avevo bisogno di chiudere quel cerchio... Se non riuscivo ad impietosirti e far sì che mi difendessi, non mi restava altro che far di te il mio carnefice…
    Era facile, bastava dare a te la responsabilità di tutto, come faccio sempre!  Era facile dire che era colpa tua se ingrassavo, se non riuscivo a manternermi un lavoro. Era facile inventarmi e convincere me stesso e gli altri che tu mi rinfacciavi di essere un incapace, che tu mi accusavi di renderti infelice, che tu mi maltrattavi e picchiavi, come un bambino inutile. 
    Non ho mancato di attribuirti questi pensieri, con violenza. Ti ho ripudiata, rifiutandoti io per primo, prima che lo facessi tu...


    IO mi sentivo frustrato, IO non ero adeguato, ma la colpa era TUA…!
    Ti ho accusata, biasimata, ricattata, tradita, minacciata, ripudiata.
    Ti ho picchiata.
    Ti ho deriso e denigrato con i tuoi ed i miei conoscenti, ho infangato il tuo nome.
    Tu cosa hai fatto in tutta risposta?


    Avresti dovuto recitare il mio copione, avresti dovuto SALVARMI o AGGREDIRMI, invece, ancora una volta, MI HAI DATO LA LIBERTA’. La libertà di AGIRE, di SCEGLIERE e di SBAGLIARE. La libertà di essere RESPONSABILE della mia vita e della mia FELICITÀ.
    Sei rimasta lì, come l’ombra discreta del sole potente di mezzodì, in piena estate.
    Non mi salvavi, non mi aggredivi, non mi abbandonavi!
    Hai perpetrato un comportamento a me incomprensibile, diverso da quello di chiunque altro al mondo, una strategia angelica e diabolica, nello stesso tempo.
    Io non capisco, questo comportamento non fa parte del mio repertorio e non posso tenerlo sotto controllo...

    Meglio ricalcare il mio COPIONE e convincermi che eri cattiva e meschina!
    “Tu sei stata la mia rovina, mi hai maltrattato e picchiato e SONO STATO IO A LASCIARTI. Non ho più bisogno di te. Tu mi fai schifo, ti odio. Tu mi hai perseguitato con telefonate e messaggi, perché mi rivolevi, ma IO NON TI HO VOLUTO. Ti ho RIMPIAZZATO SUBITO con un’altra, così è stato più facile riempire il vuoto. Lei sì che mi ama! Mi ha dato anche un figlio per dimostrarmelo!”

     Cosa darò a questo bambino innocente?
    Forse, il cerchio patologico con sua madre, si chiuderà finché sarà esasperta e mi lascerà e lui non avrà una famiglia.
    Forse, costretto dal senso di responsabilità, il ciclo patologico con sua madre si ripeterà all’inifinito, in una spirale di odio e violenza, che violerà la sua infanzia.
    Un padre frustrato ed infelice, che inevitabilmente riverserà su di lui le sue ire e la sua aggressività, condannandolo a fare lo stesso con i suoi figli, i miei nipoti…
    Ciò che io ho sofferto, lo farò soffrire a mio figlio ed egli ai suoi….
  
    Penso di sapere tutto, invece sono uno stolto.
   
    COME POSSO IO AMARE, SE NON AMO ME STESSO?


COMMENTO

Il disturbo borderline di personalità si riflette prevalentemente a carico del mondo affettivo ed emotivo di chi ne è affetto. E’ una patologia poliedrica e dalle innumerevoli sfaccettature, e quindi con un quadro clinico ben diversificato, da caso a caso. Molti leggendo potrebbero riconoscersi in qualche sfumatura caratteriale, ma questo non significa essere bordeline. Per essere tali bisogna presentare almeno 5 dei criteri diagnostici, in questa sede solo drammatizzati.
Il paziente borderline difficilmente riconosce di avere un problema e comunque, in genere, è difficile sia da evidenziarsi che da diagnosticare. Infatti, i borderline, per i conoscenti superficiali, sono assolutamente normali e sono molto spesso anche persone dotate di eccezionale intelligenza e sensibilità.
Anche i coautori*/familiari, non se ne rendono conto, finché non ne parlano con un esperto.
*Co-autori, perché il dramma del borderline è spesso stato scritto dai suoi genitori e viene mantenuto in piedi grazie ai familiari, ai partner ed agli amici dello stesso, che ne assecondano il copione…
Spesso si ha la pretesa di poter e voler aiutare, ma si fa solo del danno. La sindrome borderline è complessa e solo l'intervento di un esperto può essere d'aiuto.
Questo citato non è che un esempio fortuito, di un uomo straordinario, che ha avuto la capacità e la voglia di ragionare, capire, accettare e perdonarsi.


Per approfondimenti sul disturbo borderline:
http://www.salus.it/psichiatria/disturbo_personalita.html